Borgo di sopra

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Via del centro storico di Galeata fiancheggiata da loggiati, su cui si affacciano palazzi appartenuti a famiglie nobili galeatesi (molte dimore conservano gli stemmi gentilizi). Fra i palazzi da segnalare: Palazzo Cenni, nella cui facciata è murata una grande lapide in ricordo della visita del Granduca Leopoldo II di Toscana in occasione dell’inaugurazione del tratto della Traversa di Romagna che, dalla località di Ponticino, conduceva ai confini con lo Stato della Chiesa; il Palazzo dell’Opera Madonnina del Grappa, il seicentesco Palazzo del Podestà con la torre civica, posto in una deliziosa piazzetta triangolare, il palazzo della famiglia Zannetti con lo stemma, un leone rampante, e un’iscrizione che ricorda la visita del Granduca Pietro Leopoldo, ospitato dagli Zannetti nel 1777. Il palazzo apparteneva alla famiglia di Ferdinando Zannetti (1801-1881), medico chirurgo e politico che divenne famoso “per l’operazione che compì, dopo la battaglia di Aspromonte, nel 1862, coll’estrazione di una palla del piede del generale Giuseppe Garibaldi. Questi era stato visitato dai più famosi chirurghi di quel tempo, ma a compiere l’operazione fu prescelto il nostro Zannetti. E ben a ragione, perché era allora stimato anatomico sommo, patologo espertissimo e diligente, sicuro e rapido nell’eseguire qualunque operazione” (D. Mambrini, 1935).

 

Per maggiori informazioni contattare  il Servizio Cultura del Comune di Galeata allo 0543-975428-29 – cultura@comune.galeata.fc.it

Punti di interesse

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Al n. 11/A sorge l’edificio che fu sede della curia abbaziale di S. Ellero con l’archivio e le prigioni per il clero. Conserva nella facciata lo stemma dell’abate commendario di S. Ellero dal 1602 al 1621: Pietro Aldobrandini.

 

ENG

At No. 11/A stands the building that was once the seat of the abbey curia of S. Ellero, with its archives and prisons for the clergy. The façade still bears the coat of arms of Pietro Aldobrandini, commendatory abbot of S. Ellero from 1602 to 1621.

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AI civico 5 sorge il palazzo che ospita la sede locale dell’Opera Madonnina del Grappa, un’istituzione fondata dal presbitero galeatese Giulio Facibeni nel 1923 a Firenze. Il Palazzo, di probabili origini cinque-seicentesche, presenta una facciata decorata nel corso del Novecento con alcuni motti della carità cristiana. All’interno trovano spazio un piccolo oratorio ed un salone decorato con affreschi settecenteschi a grottesche. Per volontà di Teresa, sorella di Don Giulio, l’edificio venne trasformato appunto in una delle case nell’Opera.

ENG

At number 5, there is a building that houses the local headquarters of the Opera Madonnina del Grappa, an institution founded by Giulio Facibeni, a priest from Galeate, in Florence in 1923. The building, probably dating back to the 16th-17th centuries, has a façade decorated during the 20th century with several mottos of Christian charity. Inside, there is a small oratory and a hall decorated with 18th-century frescoes depicting grotesques. At the behest of Teresa, Don Giulio’s sister, the building was transformed into one of the houses of the Opera.

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Il Palazzo del Podestà è l’edificio più interessante del centro storico di Galeata. Anticamente era sede della Podesteria, che governava su diciannove comunelli minori, come attestano gli stemmi superstiti dei podestà inseriti nella facciata e il marzocco fiorentino in arenaria (XV secolo) a forma di leone, che sorregge lo stemma civico. A fianco del palazzo si erge la torre campanaria con l’orologio, di cui si ha notizia fin dal XVII secolo. La parte alta termina con la cella campanaria coperta da una cupola a bulbo. Davanti alla torre era sistemata una antica colonna con croce viaria (oggi sostituita da una copia, mentre l’originale è esposto nella sezione medievale del Museo Mambrini). All’interno del palazzo è conservato l’importante archivio storico comunale, con documenti dal XVI al XXI secolo.

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The Palazzo del Podestà is the most interesting building in the historic centre of Galeata. It was once the seat of the Podesteria, which governed nineteen smaller communes, as evidenced by the surviving coats of arms of the podestà on the façade and the 15th-century Florentine sandstone lion supporting the civic coat of arms. Next to the palace stands the bell tower with the clock, which has been documented since the 17th century. The upper part ends with the belfry covered by a bulbous dome. In front of the tower stood an ancient column with a wayside cross (now replaced by a copy, while the original is on display in the medieval section of the Mambrini Museum). The building houses the important municipal historical archive, with documents dating from the 16th to the 21st century.

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Dalla piazza a pianta triangolare si apre il selciato della via Gallica che raggiunge il fiume Bidente. Era l’antica via del Chiasso che partendo dal centro di Galeata, davanti al Palazzo del Podestà e alla croce viaria che segnava l’inizio della mulattiera che portava a Sant’Ellero, rappresentava il percorso più breve per raggiungere il fiume. Il toponimo “Chiasso” è probabilmente da associare al fiume per il rumore prodotto nei periodi di “piena”. Suggestiva anche l’ipotesi che fa derivare il nome Chiasso dal latino “classis” ossia quartiere militare, che in via ipotetica potrebbe essere in connessione con la presenza, poco a monte, della città romana di Mevaniola. Prima di giungere sulla sponda del fiume troviamo un lavatoio recentemente recuperato.

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From the triangular square, the paved Via Gallica opens up and leads to the Bidente River. This was the ancient Via del Chiasso, which started from the center of Galeata, in front of the Palazzo del Podestà and the crossroads that marked the beginning of the mule track leading to Sant’Ellero, and was the shortest route to reach the river. The name “Chiasso” is probably associated with the river because of the noise it makes when it is in flood. Another interesting hypothesis is that the name Chiasso derives from the Latin “classis,” meaning military district, which could hypothetically be connected to the presence, a little further upstream, of the Roman city of Mevaniola. Before reaching the riverbank, we find a recently restored wash house.

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Di fronte al campanile del palazzo del Podestà è collocata una antica colonna con croce viaria che segnava il percorso devozionale verso l’abbazia di S. Ellero. La croce, databile al XII-XIII secolo, è ornata su di un lato da una mano benedicente e dall’altro da un agnello crucifero simbolo di Cristo. L’artefice della scultura a bassorilievo ha reso in modo naturalistico la mano, rispettando i canoni anatomici, elemento che porta ad ipotizzare una datazione non antecedente al 1100. Attualmente nella posizione originale è stata collocata una copia (l’originale è esplosto nel Museo civico Mambrini di Pianetto), mentre rimangono in situ il basamento in rosso di Verona, la colonna in marmo e il capitello a foglie di acanto.

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Opposite the bell tower of the Podestà palace stands an ancient column with a wayside cross that marked the devotional route to the Abbey of St. Ellero. The cross, dating back to the 12th-13th century, is decorated on one side with a blessing hand and on the other with a lamb on the cross, symbolising Christ. The creator of the bas-relief sculpture rendered the hand in a naturalistic manner, respecting anatomical canons, which leads us to hypothesise that it dates back to no earlier than 1100. A copy has now been placed in the original position (the original is on display in the Mambrini Civic Museum in Pianetto), while the red Verona stone base, the marble column and the acanthus leaf capital remain in situ.